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Intervista

La Musica di strada con Roaman

La musica è cultura e la cultura è l’essenza di un cittadino. In una città come Londra è indubbia la presenza di numerose culture, che nella loro completezza rendono Londra una capitale culturale della musica di strada.

Tra le linee della metro possono rasserenare le note e la voce di un‘“anima” che invita soltanto all’ascolto, senza nulla pretendere.

Quell’anima è artista, artista di strada.

È paradossale la differenza tra un’artista di strada italiano ed uno londinese perché l’artista londinese è considerato un vero e proprio patrimonio culturale, qualcosa che va al di là del semplice business discografico. Un’artista di strada è colui che attraverso l’ arte è in grado di regalare attimi di vita a chiunque.

Una di queste anime è Roaman, cittadino del mondo che ringrazio calorosamente perché ha dedicato del tempo a rispondere a qualche mia domanda:

A Londra c’è più possibilità di vivere di musica rispetto all’Italia?

Si, a Londra c’è senza dubbio più possibilità di vivere che in Italia. Almeno per quanto riguarda artisti che scrivono e suonano musica originale. In Italia è possibile trovare gigs in posti che richiedono artisti che si specializzano in cover, ma per quanto riguarda trovare/crearsi una strada come cantautore originale l’Italia sta molto indietro e non offre moltissimo.

L’artista di strada viene o deve essere ancora considerato patrimonio culturale di una città come, per esempio, Londra?

Credo che l’artista di strada vada considerato un patrimonio nel momento in cui la sua arte va ad aggiungere qualcosa di positivo alla situazione e alla realtà in cui si trova. Ci sono molti artisti di strada davvero bravi che portano un po’ di magia nelle strade e piazze dove suonano…la gente si ferma, si crea una bella atmosfera, e la musica diventa quasi una colonna sonora per quei pochi momenti. Ci sono purtroppo anche artisti di strada che ci rovinano la reputazione perché la loro musica non è particolarmente piacevole: suonano pentole facendo una gran caciara senza preoccuparsi dei loro vicini o senza considerare la realtà in cui vanno ad esibirsi. Dipende molto dall’artista, da cosa fa, come, dove e perché.

Essere artista di strada è una necessità o una scelta?

Essere un’artista di strada, per quanto riguarda la mia esperienza, è sia una necessità che una scelta. Iniziai a suonare per strada a Camden Town per pura necessità, e l’inizio fu piuttosto duro… suonavo una chitarra classica e cantavo senza amplificazione, non l’ideale. Negli anni ho imparato ad apprezzare ed usare al meglio la mia necessità di suonare per strada, ed oggi è qualcosa che scelgo di fare perché amo la genuinità di suonare per persone che non ti devono nulla. Quando suoni in un locale lo sai che alla fine della canzone il pubblico applaude, che ci creda o no, ma per strada se qualcuno si ferma, se qualcuno applaude, se qualcuno ti lascia una donazione o compra un tuo CD sai per certo che lo fanno spontaneamente perché gli piace quello che sentono. E se non ricevi feedback positivo o la gente ti ignora sai che c’è del lavoro da fare. La scuola migliore che ho trovato ed uno dei miei palchi preferiti!

La strada è L’ultima alternativa o è l’inizio per poter vivere di musica?

Nella mia esperienza la strada è un ottimo inizio, la migliore scuola ed una parte importante del percorso di crescita di un’ artista. Sono sicuro del fatto che ci siano artisti delusi e affranti, che si rivolgono alla strada come ultima risorsa. Grazie a Dio non mi sono mai sentito così… probabilmente se mi sentissi così smetterei di suonare e mi darei ad altro.

I Talent show, per un’artista di strada, potrebbero essere essenziali per fare carriera?

Non essenziali, ma sicuramente un opzione per chi si sente di provarci. I talent show purtroppo sono un business che non sempre si focalizza davvero sull’arte.

Il business è qualcosa che fa male all’arte, ma per un’artista di strada che si rispetti l’unica aspirazione è quella di riuscire a trasmettere la propria arte, in modo semplice, diretto. Il busker regala una colonna sonora ad alcuni momenti di vita quotidiana a volte annebbiata dalla velocità degli eventi.

Ciò che è cultura regala serenità all’animo e l’artista di strada si colloca a pieno titolo dentro di essa.